venerdì 16 maggio 2014
giovedì 15 maggio 2014
Piano piano
Piano piano vado avanti. Così, per gioco però.
Credo anche che per un po dovrò nascondermi, tra i liquidambar e il bambù nigra. Insieme alle quaglie, dietro lo stagno in cui le rane gracidano nel tardo pomeriggio. Ci vado per fare una pausa di nascosto; tiro fuori il taccuino che mi sono fatto con graffette e fogli da fotocopia. Annoto due tre cose, lo richiudo e torno al roseto a vedere se ci son clienti. Se non c'è nessuno torno a nascondermi, ma cambio area, vado a vedere i cornioli giapponesi, che ora sono in fiore.
Dopo qualche minuto, altri appunti veloci.Veleno, è. Mi aiuta ad andare avanti, a credere di essere vivo, di continuare il gioco.
Giro, giro lungo il bordo appannato dei miei ricordi. Forse qualche vaso ha bisogno di essere innaffiato: i salici gambero hanno le cime avvizzite.Apro il tubo dell'acqua, ho sete anche io.
Senza di voi sto meglio. Senza nessuno.
Eppure ho bisogno di tutti, e infine, mi dico, chi sta veramente meglio, siete voi senza di me.
Ma spero di no.
Credo anche che per un po dovrò nascondermi, tra i liquidambar e il bambù nigra. Insieme alle quaglie, dietro lo stagno in cui le rane gracidano nel tardo pomeriggio. Ci vado per fare una pausa di nascosto; tiro fuori il taccuino che mi sono fatto con graffette e fogli da fotocopia. Annoto due tre cose, lo richiudo e torno al roseto a vedere se ci son clienti. Se non c'è nessuno torno a nascondermi, ma cambio area, vado a vedere i cornioli giapponesi, che ora sono in fiore.
Dopo qualche minuto, altri appunti veloci.Veleno, è. Mi aiuta ad andare avanti, a credere di essere vivo, di continuare il gioco.
Giro, giro lungo il bordo appannato dei miei ricordi. Forse qualche vaso ha bisogno di essere innaffiato: i salici gambero hanno le cime avvizzite.Apro il tubo dell'acqua, ho sete anche io.
Senza di voi sto meglio. Senza nessuno.
Eppure ho bisogno di tutti, e infine, mi dico, chi sta veramente meglio, siete voi senza di me.
Ma spero di no.
venerdì 9 maggio 2014
Brendo
Questa è una prova ripresa da una tavola di Brendon. Lepisodio si intitlava "L'equazione di Kellerman". La scena quella in cui Brendo e una professoressa, si incontrano nel sentiero vicino al fiume.
Brendo è un personaggio molto dark.
Tempo di realizzazione due giorni. Ho smesso di imitare lo stile bonelliano perchè non sono soddisfatto del risultato. Mi ha annoiato e divertito, una sensazione strana. Però l'ho trovato molto difficile. I disegnatori Bonelli sono tutti molto bravi.
Questo disegno non l'ho mai postato credo.
Ultimamente ho poco tempo per disegnare e posto delle cose fatte tempo fa.
Brendo è un personaggio molto dark.
Tempo di realizzazione due giorni. Ho smesso di imitare lo stile bonelliano perchè non sono soddisfatto del risultato. Mi ha annoiato e divertito, una sensazione strana. Però l'ho trovato molto difficile. I disegnatori Bonelli sono tutti molto bravi.
Questo disegno non l'ho mai postato credo.
Ultimamente ho poco tempo per disegnare e posto delle cose fatte tempo fa.
sabato 26 aprile 2014
giovedì 10 aprile 2014
Camelie
Le camelie sopportano solo il sole mattutino, altrimenti, in pieno sole tutto il giorno non fioriscono.
Non sempre l'avvoltoio aspetta che la preda sia morta per cibarsene.
martedì 8 aprile 2014
Una morte gloriosa
Ho sempre fatto una vita molto sana perché l'idea di morire mi ossessiona.
Ieri sono andato in un posto dove qualcuno ha abbandonato un pezzo di "Eternit".
L'ho sbriciolato con le mani e respirato profondamente.
Così sono sicuro di sapere come morirò.
La stessa morte di Steve McQueen.
Ieri sono andato in un posto dove qualcuno ha abbandonato un pezzo di "Eternit".
L'ho sbriciolato con le mani e respirato profondamente.
Così sono sicuro di sapere come morirò.
La stessa morte di Steve McQueen.
martedì 1 aprile 2014
una scena de "Il fuoco non ha amici"
A me non piace chi segue rigidamente le regole. Nel disegno non esistono regole, non esistono disegni belli o disegni brutti. Come nella vita.
E' solo il destino, o chi ne fa le veci, che ti premia o ti squalifica.
Gli incapaci durano poco.E molti di quelli che sanno fare spesso non riescono.
Ho trentacinque anni e sono certo di poche cose.
Per esempio, i bambini sono gli esseri umani con cui mi trovo meglio.
E il bene del padrone sta attaccato con lo sputo.
E' solo il destino, o chi ne fa le veci, che ti premia o ti squalifica.
Gli incapaci durano poco.E molti di quelli che sanno fare spesso non riescono.
Ho trentacinque anni e sono certo di poche cose.
Per esempio, i bambini sono gli esseri umani con cui mi trovo meglio.
E il bene del padrone sta attaccato con lo sputo.
lunedì 17 marzo 2014
Messico e sbirri
Un estratto di quel che sto facendo.
Che poi in realtà lavoro nel più grande vivaio di piante della regione, dove vengono un mucchio di parigini a comprare i fiori.
E pensare che io volevo morire in Messico.
Che poi in realtà lavoro nel più grande vivaio di piante della regione, dove vengono un mucchio di parigini a comprare i fiori.
E pensare che io volevo morire in Messico.
mercoledì 12 marzo 2014
martedì 11 marzo 2014
le mani di chi disegna
C'è questa scena di "Toro scatenato" in cui De Niro si lamenta che non può boxare come vorrebbe; non diverrà mai un grande pugile perché ha le mani piccole. Le mani per un uomo sono e devono essere importanti. Ne parla anche Gipi nel suo film "appunti per una storia di guerra" in cui c'è il personaggio cattivo che spiega come devono essere le mani di un uomo: grandi e forti e quando da uno schiaffo si deve sentire.
Perché scrivo queste cose? Perché le mani dei disegnatori sono mani di infanti.
Sono manine atrofizzate.
La prima volta che ho visto le mani di un disegnatore sono rimasto scosso. Erano innaturalmente e sproporzionatamente minute. Mi hanno fatto schifo.
Le mani dei musicisti quelle si che sono belle. Pensate alle mani di Michel Petrucciani, lui tutto brutto e andicappato, con quelle manone grandi e muscolose. Le mani dei muratori e dei contadini. Quelle sono le mani che un uomo dovrebbe desiderare indossare.
Di quelle da disegnatore ci si può solo vergognare.
mercoledì 5 marzo 2014
martedì 4 marzo 2014
lunedì 3 marzo 2014
Ho un lavoro per te
La gente cerca sempre dei professionisti. Vogliono persone dotate di capacità operativa. Vogliono qualcuno che sappia fare qualcosa meglio di altri. La gente esige professionalità.
Ma è quando viene l'ora di pagare che la gente fa storie. Sempre storie.
Come quell'imbecille che mi ha lasciato un messaggio in segreteria alle 2 del mattino dicendo che eravamo noi i delinquenti, io e l'omone.
Adesso però vediamo se fa ancora "YAAAH!"in galera. Imbecille.
Ma è quando viene l'ora di pagare che la gente fa storie. Sempre storie.
Come quell'imbecille che mi ha lasciato un messaggio in segreteria alle 2 del mattino dicendo che eravamo noi i delinquenti, io e l'omone.
Adesso però vediamo se fa ancora "YAAAH!"in galera. Imbecille.
sabato 1 marzo 2014
venerdì 28 febbraio 2014
giovedì 13 febbraio 2014
le tavole di Rusty Dog
It looks like there are many people from U.S.A. that visit this blog. I ask me who from U.S.A can be interested by my stuff, and i actually believe it's not the truth and blogspot programs are joking.
Anyway, these pages are for "Rusty Dogs" and you can read originals and others project by greatest Italian comics drawers. "Rusty Dogs" is written by Emiliano Longobardi, a very talented guy.
I suggest you to take a look to Emiliano's Blog, there are a lot of nice drawings and amazing stories : http://rusty-dogs.blogspot.it/
mercoledì 5 febbraio 2014
Forse sono anche belli
Il mio ultimo libro sta riscuotendo un certo successo mi pare. Pur con alcuni limiti e difetti, le recensioni sono buone e piuttosto numerose. Son stato molto contento nel vedere che "La Repubblica sera" ha fatto un articolo su "Il fuoco" ,ma anche altri giornali ne scrivono. MI hanno anche intervistato alla radio e a due riviste culturali.
Lo scorso fine settimana sono stato alla fiera del fumetto di Angouléme e ho avuto modo di mostrare i libri direttamente ad alcuni editori d'oltralpe. I commenti sono stati incoraggianti e mi è stato chiesto di spedire delle copie in digitale da prendere in considerazione per una futura pubblicazione in lingua francofona. In verità non sono stati i miei lavori ad interessargli, bensì la storiella che snocciolavo. Sono un povero italiano e tengo famiglia, raccontavo loro, io e mia moglie non abbiamo più lavoro e vogliamo venire a vivere nel vostro bel paese per fare fumetti e raccontare la storia dell'Italia, una nazione che va male, un paese di gente triste e senza più speranza. Vi prego, aiutateci. Vi prego! Ho pure un cagnolino bastardello che si chiama Pepito da sfamare. Alla fine del racconto, ogni volta, mi incurvavo fino ad arrivare alle ginocchia del mio interlocutore, in qualcosa che sembrava più una prostrazione che un inchino. A volte sono riuscito a farmi venire le lacrime. I direttori delle "maisons d'editions" impietositi pronunciavano un :- Mais oui, mais oui, inviatemi una copia in PDF del vostro lavoro...
E anche voi amici e meno amici, vi prego: comprate i miei libri.
Cosa sono riuscito a fare per strappare questa frase; me ne sono stupito per primo. La chicca era che quando cavavo il portafoglio per prendere i biglietti da visita mettevo bene in evidenza la foto di mio figlio Noè mentre gioca con Pepito.
E anche voi amici e meno amici, vi prego: comprate i miei libri.
Forse sono anche belli.
martedì 4 febbraio 2014
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