lunedì 6 agosto 2012

Zanzare koi

Ormai ho imparato a riconoscere le ore dal chiarore dell'alba. Dopo tutte queste nuove notti a vegliare. E ora che sono in ferie e che fa così caldo dormo più che posso, con la finestra aperta.
Arrivano mentre sogno e nel sogno hanno minuscoli denti di lampreda, denti che sono lame, e mi svegliano.
Queste zanzare, col loro bzzz bzzz,  sono grandi quanto proiettili da obice e non pungono. Feriscono. Crivellano. Pugnalano. Cosicché mi rigiro tra le lenzuola come un ferito in guerra. Immagino le lenzuola sporche di sangue.
 Lo so da dove vengono, sono di una razza speciale. Si riproducono nel laghetto del ciccione. Un minuscolo laghetto artificiale intarsiato da tasselli di ceramica disposti a mosaico e un acero nano pendulo, con le foglie che in autunno assumono la tipica colorazione rossa degli aceri giapponesi. Il ciccione ci allevava le carpe koi e le rivendeva agli appassionati di cultura nipponica come lui. Carpe koi, bonsai e katane e kimoni e roba del genere che mi aveva mostrato una volta, perché sapeva che pratico aikido.
 Poi ha smesso con questa passione, le carpe sono morte e l'acqua del laghetto è imputridita.
E adesso ci stanno queste zanzare, lo so che sono sue. Vengono dal suo laghetto e sono grosse come lui.
Maledetto ciccione.

2 commenti:

  1. Mi sa che quelle zanzare arrivano fin qua… Direi che è l'ora di andare a prosciugare quel maledetto lago ;)

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  2. Prosciugare è impegnativo...Vado a metterci un flacone di acido muriatico. Maledetto ciccione.

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